Tre passeggiate per scoprire il foliage in Alta Val di Non a Rumo


La montagna ha il suo fascino in tutte le stagioni, ma quando arriva l’autunno è tutta un’altra cosa… Per scoprire le migliori location per il foliage in Val di Non da non perdere continua a leggere!

Un tripudio di colori riempie gli occhi di coloro che li guardano, il rumore delle foglie fruscianti sotto i piedi mentre si cammina nel bosco è un mantra, che calma l’anima e allontana lo stress, il blu intenso del cielo è vibrante, i raggi del sole tiepidi accarezzano le guance appena arrossate dell’aria frizzante di montagna.

In questo magico momento, è ancora più bello godersi panorami da sogno durante le bellissime passeggiate ed escursioni che Fabrizio, il nostro Boss e guida, propone quotidianamente.


Ci sono tre percorsi da non perdere per ammirare il foliage a Rumo in autunno

1. Passeggiata alla "Brisa"

Il Percorso si snoda nel bosco di latifogli fino alla pittoresca madonnina della “Brisa”, che significa fungo porcino nella nostra lingua nonesa.

Si parte dal Cavallino, frazione di Marcena, si sale verso l’incrocio dove c’è la stazione dei carabinieri, lì si gira a destra per circa 50 mt e si imbocca la stradina asfaltata (visibile un divieto di transito per le auto)

che sale dietro la fermata dell’autobus a sinistra della carreggiata. Dopo circa 600 mt di salita, la strada compie un ampio curvone sinistrorso, mentre sulla destra c’è un piccolo ponticello che bisogna oltrepassare. Ancora 30 metri di salita e si imbocca una forestale che collega l’abitato di Marcena con Corte Inferiore, dove inizia il percorso nel bosco che stiamo descrivendo. A Corte Inferiore l’indicazione del sentiero è al Bar Podetti. Da qui si entra pian piano nel bosco di latifogli ed abeti, che in autunno è un tripudio di colori, profumo di sottobosco, silenzio e tranquillità. Il percorso è pianeggiante per circa 1.5 km, fino ad arrivare alla località “Brisa”, che è un ottimo punto per pic-nic visto che ci sono alcune tavole con relative panche in legno dove ci si può accomodare. La particolarità di questo luogo è la presenza di una statua in cemento costruita a forma di enorme fungo porcino (brisa in noneso), dove è stata ricavata una nicchia con dentro una Madonnina. Il luogo, come potete immaginare, è molto vocato alla crescita dei funghi, che dall’inizio di agosto fino ad ottobre inoltrato è facile trovare fra il muschio, le foglie e l’erba del bosco. Per il rientro, è possibile scendere da Corte Inferiore (dove consigliamo anche una visita all’antica chiesetta nel punto panoramico al termine del paesino) sul comodo marciapiede che riporta nell’abitato di Marcena. Il percorso dura circa 2 ore, con 200 mt di dislivello, transitabile anche con i passeggini.

2. "El ziro del Lez"

Il sentiero si snoda lungo l'antico canale irriguo che portava (fino a qualche decennio fa) preziosa acqua alle coltivazioni di patate e cereali. Questo percorso attraversa i boschi sopra l’abitato di Corte Inferiore, Corte Superiore e Lanza, fino ad arrivare al Torrente Lavazzè. Il sentiero è praticamente pianeggiante e lungo circa 8 km. Da Marcena è possibile raggiungere il percorso da due punti, o da sopra l’abitato di Corte Inferiore oppure dalla strada forestale che da Mocenigo porta verso Malga Lavazzè, per raggiungerlo però è necessario compiere un dislivello di circa 200 mt, per circa 3 km. Quindi l’anello completo Cavallino- Ziro del Lez – Cavallino è di circa 13 km, che si compie in 3 orette di cammino. La parte più affascinante del percorso si trova nei pressi dell’abitato di Lanza, dove si aprono grandi prati e la vista viene catturata dalla Valle di Lavazzè con le cime delle Maddalene che fanno da cornice.


3. Il sentiero delle Miniere d'argento.

Il percorso è stato progettato per dare la possibilità di visitare le antiche miniere argentifere, che erano attive nella zona della “Prada” fin dal 1400. Dopo alcuni decenni di prolifera estrazione, le miniere furono profondamente sfruttate e poi chiuse. L’attività estrattiva continuò in altre miniere nella zona che erano ricche di materiali meno pregiati, come la selce, ma l’opera terminò definitivamente nei primi anni del Novecento. Il grande lavoro di riscoperta, messa in sicurezza e riapertura delle miniere è stato svolto con amore e passione dai componenti della locale Associazione “Rumes” (antica denominazione del torrente Lavazzè, che ha dato il nome al paese), che si sono dati un gran daffare per creare questo percorso tematico che mette in comunicazione i vari punti di visita. L’ingresso alle gallerie è concesso solo in presenza di esperti, ma il percorso è comunque degno di visita.

Si parte dall’abitato di Corte Superiore, che si raggiunge dal Cavallino salendo fino all’incrocio principale del paese, attraversandolo, ed imboccando il marciapiede che fiancheggia la strada in direzione di Lanza. Si passa di fianco al parco giochi in legno, al Centro Polifunzionale, e si arriva a Corte Superiore. Dalla pittoresca piazzetta si può scorgere un piccolo segnale che indica “maso Vender”, seguendo questa indicazione si arriva ad un punto panoramico verso la valle di Lavazzè, e di fronte un po’ più sotto, si scorge la tabella che indica l’inizio del sentiero tematico. Ci si trova immersi in un bosco curato e silenzioso, fatto di abeti, larici, noccioli, noci, robinie, si sente ogni tanto il canto di qualche uccello, ma il fruscio delle foglie dai colori ramati sotto i piedi è il più forte. Il percorso, che passa davanti a tre miniere, termina incrociando una stradina di cemento: scendendola, ci si ritrova sopra l’abitato di Corte Inferiore. Per tornare al Cavallino basta seguire il marciapiede.